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Sostanze pericolose

Nel POS non basta elencare i prodotti: servono le loro schede

L'Allegato XV del D.Lgs. 81/08 chiede «l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza». POS.so Cloud legge la SDS, ne estrae frasi H, consigli P, pittogrammi e DPI, e la allega al POS di ogni cantiere in cui quel prodotto viene usato.

Cosa chiede la legge

Le sostanze pericolose in cantiere toccano due normative che spesso vengono confuse. Una riguarda chi vende il prodotto, l'altra riguarda chi lo usa. La scheda di sicurezza è il punto in cui le due si incontrano: nasce come obbligo del fornitore e diventa contenuto obbligatorio del vostro Piano Operativo di Sicurezza.

RiferimentoCosa impone
All. XV punto 3.2.1 lett. e)
D.Lgs. 81/08
Il POS deve contenere l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza.
Art. 31
Reg. (CE) 1907/2006 — REACH
Il fornitore consegna gratuitamente la scheda di dati di sicurezza, in italiano, al più tardi alla prima fornitura, e la aggiorna quando emergono nuove informazioni.
All. II REACH
formato della SDS
La scheda ha 16 sezioni fisse, sempre nello stesso ordine: è ciò che permette di trovare in fretta classificazione, DPI e misure.
Reg. (CE) 1272/2008
CLP
Classificazione ed etichettatura: frasi H, consigli P e pittogrammi di pericolo, che determinano DPI e misure da riportare nel POS.
Art. 223
D.Lgs. 81/08, Titolo IX
Valutazione del rischio chimico, che si alimenta proprio dei dati della scheda di sicurezza.
Art. 227
D.Lgs. 81/08
Informazione e formazione dei lavoratori sui prodotti che maneggiano, sulla base delle informazioni della SDS.

La scheda te la deve dare il fornitore

È il punto che fa perdere più tempo in cantiere, e quasi sempre per un equivoco.

Molte imprese cercano le schede di sicurezza su internet, scaricano il PDF di un prodotto simile o di un'altra annata, e lo allegano al POS. È una scorciatoia che si ritorce contro: la scheda deve essere quella di quel prodotto, in quella formulazione, e deve essere aggiornata.

L'art. 31 del REACH mette l'obbligo in capo a chi vende: la scheda va consegnata gratuitamente e in lingua italiana, al più tardi al momento della prima fornitura. Se il rivenditore non l'ha data, si richiede — e va richiesta di nuovo quando il fornitore la aggiorna, perché la versione vecchia può riportare una classificazione superata.

Cosa fa POS.so Cloud

La scheda si carica una volta sola e poi segue la sostanza in ogni cantiere.

Legge il PDF della scheda

Carichi la SDS e l'intelligenza artificiale ne estrae i dati: classificazione, frasi H e consigli P, pittogrammi, DPI e misure. Niente trascrizione a mano.

Frasi H e consigli P

I codici CLP entrano nell'anagrafica della sostanza con il loro testo per esteso, e finiscono nel POS stampato accanto al prodotto.

DPI coerenti col prodotto

I dispositivi indicati dalla sezione 8 della scheda vengono proposti come DPI della sostanza, e la verifica pre-stampa segnala se in cantiere non ci sono.

SDS allegata al POS

La scheda viene unita al PDF del documento in ogni cantiere in cui quella sostanza compare, senza doverla ricaricare ogni volta.

Una sola anagrafica

Il prodotto si inserisce una volta e resta disponibile per tutti i POS futuri: se cambia la scheda, si aggiorna in un punto solo.

Prodotti a bassa pericolosità

Per i prodotti non classificati la scheda non è dovuta: si marcano come tali e restano elencati nel POS senza generare un allegato mancante.

Domande frequenti

Le schede di sicurezza vanno allegate al POS?
Sì. L'Allegato XV del D.Lgs. 81/08, al punto 3.2.1 lettera e), include fra i contenuti minimi del POS «l'elenco delle sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere con le relative schede di sicurezza». Non basta quindi nominare i prodotti: le SDS devono accompagnare il documento. In POS.so Cloud la scheda caricata una volta resta agganciata alla sostanza e viene unita al PDF del POS in ogni cantiere in cui quella sostanza compare.
Chi deve fornire la scheda di sicurezza?
Il fornitore. L'art. 31 del Regolamento (CE) 1907/2006 (REACH) obbliga chi immette sul mercato una sostanza o miscela pericolosa a consegnare gratuitamente la scheda di dati di sicurezza, in lingua italiana, al più tardi al momento della prima fornitura. Se il rivenditore non ve l'ha data, potete richiederla: non è una cortesia, è un obbligo suo. La scheda va poi aggiornata quando emergono nuove informazioni rilevanti.
Come si legge una scheda di sicurezza?
La SDS ha 16 sezioni fisse, nell'ordine stabilito dall'Allegato II del REACH. Per il POS servono soprattutto la sezione 2 (classificazione, frasi H e consigli P, pittogrammi), la 8 (controllo dell'esposizione e DPI da usare), la 7 (manipolazione e stoccaggio) e la 4 (misure di primo soccorso). POS.so Cloud legge il PDF e ne estrae automaticamente questi dati, evitando di trascriverli a mano.
Cosa sono le frasi H e i consigli P?
Sono i codici del Regolamento CLP (CE) 1272/2008. Le frasi H (hazard) descrivono il pericolo — per esempio H315 «provoca irritazione cutanea» — e i consigli P (precautionary) indicano le precauzioni, come P280 «indossare guanti protettivi». Insieme ai pittogrammi sono la parte della scheda che determina quali DPI servono e quali misure vanno scritte nel POS.
Serve la scheda anche per i prodotti poco pericolosi?
Se il prodotto non è classificato come pericoloso ai sensi del CLP, il fornitore non è tenuto a rilasciare la SDS. Resta comunque buona pratica conservare la scheda tecnica. In POS.so Cloud una sostanza può essere marcata a bassa pericolosità: in quel caso non viene richiesta la scheda, ma la sostanza resta elencata nel POS.
La valutazione del rischio chimico è la stessa cosa?
No, sono due adempimenti distinti che si appoggiano agli stessi dati. Le schede di sicurezza sono un contenuto del POS ai sensi dell'Allegato XV; la valutazione del rischio chimico discende dal Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08, in particolare dall'art. 223, e comporta anche l'informazione e la formazione dei lavoratori previste dall'art. 227. Le informazioni della SDS alimentano entrambi.
Nota informativa. I contenuti di questa pagina hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza né garanzia di conformità. La valutazione del rischio chimico e la scelta delle misure restano di competenza del datore di lavoro e dei soggetti della sicurezza, sulla base delle schede di sicurezza fornite dal produttore e dei testi normativi in vigore.

Le schede di sicurezza smettono di essere un problema

Ti mostriamo come si carica una SDS e cosa finisce nel POS, su un prodotto vero che usi in cantiere.

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