È il documento che valuta i rischi nati dall'incontro fra la tua attività e quella di chi viene a lavorare in casa tua: una manutenzione in stabilimento, le pulizie, un intervento su un impianto. In molti casi non serve affatto — e sapere quali ti evita di scrivere carta inutile.
L'art. 26 del D.Lgs. 81/08 mette tre obblighi in capo al datore di lavoro committente — cioè a chi affida i lavori, non a chi li esegue:
| Comma | Obbligo |
|---|---|
| c.1 lett. a | Verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa o del lavoratore autonomo, anche tramite la visura camerale (All. XVII). |
| c.1 lett. b | Fornire dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui è destinato a operare e sulle misure di emergenza adottate. |
| c.2 | Promuovere cooperazione e coordinamento, informandosi reciprocamente per eliminare i rischi dovuti alle interferenze. |
| c.3 | Elaborare il documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, allegarlo al contratto e adeguarlo all'evoluzione dei lavori. |
È il punto in cui si sbaglia più spesso, in tutte e due le direzioni: c'è chi redige un documento che non serve, e chi non redige quello che serve.
Un'intervista guidata legge per te l'art. 26 c.3-bis e dice se il documento è dovuto. Se non lo è, stampa l'attestazione con il motivo: è quella da esibire, non un DUVRI vuoto.
Attività svolta, rischi presenti, misure di emergenza e regole di accesso: l'obbligo del c.1 lett. b, che vale anche quando il DUVRI non serve.
Imprese e autonomi con la spunta dei documenti dell'Allegato XVII — visura, DURC, DVR, formazione — e i rischi che ciascuno dichiara di portare dentro.
Dodici situazioni ricorrenti già scritte con la misura e chi la deve attuare: carrelli in transito, lavori sopra le postazioni, fiamme libere, vie di esodo occupate, impianti da mettere fuori tensione.
Solo dove il contenuto cambia davvero da un appalto all'altro: l'AI legge le attività che hai descritto e propone le interferenze che il catalogo non prevede, marcandole come proposta da rileggere. Non tocca il resto, e le istruzioni le vietano due cose precise: valutare i rischi propri del mestiere dell'appaltatore — che la norma esclude — e scrivere misure senza un responsabile.
Il resto è un'intervista: a parità di risposte il testo è sempre lo stesso, e su un documento allegato a un contratto questo conta più della fantasia.
Committente e appalto, informazioni sull'ambiente, imprese con la verifica dell'idoneità, tabella delle interferenze con misura e responsabile, costi della sicurezza non soggetti a ribasso, verbali di coordinamento e firme. Dove manca un contenuto che la norma pretende, il PDF lo dice con un avviso invece di lasciare una pagina vuota che sembra completa.
Serve un DUVRI per ogni appalto, non uno all'anno: il modulo non pone limiti al numero di documenti.
Se hai già l'anagrafica in POS.so — dipendenti, attrezzature, sostanze — il documento parte da lì invece che da un foglio bianco.
Si attiva da Impostazioni → Moduli, come gli altri.
Ti mostriamo l'intervista e il documento che ne esce in mezz'ora, senza impegno.
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