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RAMS: il documento che ti chiede il committente straniero

Risk Assessment and Method Statement, una lavorazione per volta, in italiano e in inglese. Nasce dalle lavorazioni e dai rischi che hai già nel POS.

Che cosa ti sta chiedendo il committente

RAMS sta per Risk Assessment and Method Statement. E' il documento che un'impresa esecutrice consegna al committente o al principal contractor prima di poter entrare in cantiere, e che quello approva o rimanda indietro. Prassi britannica e irlandese, ma arriva anche sui cantieri italiani quando il general contractor e' anglofono: data center, farmaceutico, grande distribuzione internazionale, cantieristica navale.

Due parti in un file solo.

Risk Assessment

I pericoli della lavorazione con il punteggio prima delle misure, i controlli che si applicano, e il punteggio residuo dopo. Non il rischio in astratto: quello di quella lavorazione.

Method Statement

Come si esegue il lavoro, passo per passo: accessi, attrezzature, chi fa cosa, DPI, formazione richiesta, emergenze. E' la parte che descrive il lavoro, e senza quella il documento non serve a niente.

Non e' un documento di legge, e non sostituisce il POS. Nessuna norma italiana lo impone: e' una richiesta contrattuale del committente. Su un cantiere in Italia il Piano Operativo di Sicurezza resta dovuto ai sensi del D.Lgs. 81/08 e si consegnano entrambi. Proprio perche' non e' di legge non esiste un modello ufficiale: la forma la detta chi lo chiede.

Uno per lavorazione, non uno per cantiere

E' la differenza che spiazza chi ci arriva dal POS. Il POS e' uno e copre tutto il cantiere. Il RAMS si scrive per ogni modo di lavorare che porti in cantiere.

Un'impresa di indagini geognostiche, per dire, ne ha tre o quattro: prova penetrometrica, indagine sismica, georadar. Un impiantista ne ha altrettanti. Si scrivono una volta e si riusano su ogni commessa cambiando solo la parte che cambia davvero: cantiere, referenti, date.

In POS.so nascono dalle lavorazioni che hai gia' scritto nel POS al punto 2, e dai rischi che hai gia' associato al punto 9. Non si reinserisce niente.

Cosa c'e' dentro il documento

1

La sequenza operativa

I passaggi numerati, nell'ordine in cui si eseguono. In inglese si genera con un bottone e resta correggibile a mano: in stampa va quello che hai scritto tu.

2

La matrice prima e dopo

Probabilita' e danno su scala 1–4, il rischio calcolato e la fascia colorata, per ogni pericolo della lavorazione. Prima delle misure e dopo.

3

Misure e DPI

Le misure di prevenzione e protezione prese dalle schede di rischio del programma, e l'elenco dei DPI senza ripetizioni: la lista che serve al preposto prima di cominciare.

4

Il foglio firme

Il briefing record: i lavoratori sottoscrivono di aver ricevuto e compreso la procedura prima di iniziare. E' la parte che il committente controlla per prima.

La legenda viaggia col documento

La matrice 4×4 e' prassi italiana, non una norma: il D.Lgs. 81/08 impone di valutare i rischi ma non prescrive ne' una scala ne' una matrice. Per questo il documento porta con se' la legenda, invece di dare per scontato che chi legge usi la stessa scala. Un committente inglese non la conosce affatto, e un «3» senza la scala accanto non significa niente.

L'AI propone, il datore di lavoro decide

Assegnare probabilita' e danno e' la valutazione dei rischi, e il documento lo firma il datore di lavoro. Il programma non decide al posto suo.

Il bottone verde propone i punteggi leggendo la lavorazione e le misure previste, e spiega in una riga perche' quei numeri. Ma la proposta resta marcata come proposta finche' una persona non la conferma — e la conferma registra nome e data. Anche sul documento stampato una proposta non confermata si vede: chi firma non puo' scoprire dopo che un numero l'aveva scritto una macchina.

Due controlli sono automatici e non si possono aggirare: un punteggio fuori dalla scala non si salva, e il rischio dopo le misure non puo' essere piu' alto di quello prima. Una misura che peggiora il rischio non e' una misura.

Quanto costa

150 € + IVA all'anno, si aggiunge a qualunque piano e dura dodici mesi dall'acquisto. E' incluso nei piani Studio.

Domande frequenti

Il RAMS sostituisce il POS?
No, e in Italia si consegnano entrambi. Il POS e' imposto dal D.Lgs. 81/08 e resta dovuto; il RAMS e' una richiesta contrattuale del committente.
Il committente mi ha mandato il suo modello: lo potete seguire?
Il documento che genera POS.so ha la struttura standard di un RAMS — risk assessment, method statement, DPI, legenda, foglio firme. Se il tuo committente impone un suo modulo, mandacelo: e' il primo passo per capire se combacia o se serve un adattamento.
Esce anche in inglese?
Si', un file per lingua. Rischi, misure e DPI sono gia' tradotti nel programma; la sequenza operativa si traduce con un bottone e resta correggibile a mano. Se la traduzione della sequenza manca, il documento inglese riporta l'italiano e lo dichiara in testa alla sezione, invece di far credere che sia inglese.
Devo reinserire i dati che ho gia' nel POS?
No. Le lavorazioni sono quelle del punto 2 del POS, i rischi quelli associati al punto 9, i DPI e le misure vengono dalle schede di rischio. Si aggiungono solo i punteggi.

Te l'hanno chiesto e non sai da dove partire?

Facci vedere cosa ti ha mandato il committente. Ti diciamo in mezza giornata se il documento che generiamo copre quello che ti serve.

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